Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta comunicazione aziendale

Dialoghi fantastici 1: Cosa succede quando un prospect ti contatta?

Noi del marketing siamo tutti bravissimi a scrivere e parlare di customer satisfaction: stiliamo comandamenti, teniamo riunioni per comunicarli in azienda, li condividiamo con entusiasmo, ma…Ma c’è un grande “ma”! Cosa succede VERAMENTE quando un prospect chiama o scrive in azienda? Ecco tre esperienze recenti che ho sperimentato cercando delle confezioni regalo in campo alimentare presso le aziende produttrici, PMI con brand noto. Esperienza 1: La mail spedita nell’infinito nulla, la casella “info” Nei siti di molte aziende c’è un modulo per la richiesta di contatti; altre volte si può trovare una delle temibili caselle info@... . Credo sia esperienza comune constatare che non si riceve alcuna risposta, oppure la risposta arriva quando abbiamo già ottenuto da tempo quello che stavamo cercando. Cos’è successo? La mail non è più presidiata da quando se n’è andata in maternità la centralinista; l’ultima stagista non aveva capito bene che era suo compito risponder...

Le 3 grandi trappole della comunicazione aziendale

Comunicazione aziendale è ascoltare e parlare, rendere interessante il proprio messaggio, capire le esigenze del cliente e farsi capire, trasmettere valore, tra le altre cose. In queste due righe, che non sono esaustive, si nascondono molteplici trappole. 1)       Parlare a tutti : il messaggio, per avere pieno senso, deve riconoscere un destinatario, un altro da sé che sia effettivamente e potenzialmente interessato a quella specifica comunicazione. Molte comunicazioni aziendali, specie istituzionali, sono erga omnes. Lungi dal coglier un maggior numero di opportunità, il più delle volte non colpiscono nemmeno i naturali destinatari. Soluzione: sapere a chi ci si sta rivolgendo (clienti, esperti, stakeholder?), prima di formulare un qualsiasi testo. 2)       Non essere interessanti : nessuno sopporta a lungo chi parla sempre e immancabilmente di sé, così come nessuno si fida di chi si autoincensa a ogni piè sospinto...

La parabola del “Front man di help desk e call center” e altri orrori

Tanto tanto tempo fa ebbi l’incarico di selezionare un collaboratore.  Me lo ricordo ancora come se fosse ieri, un ragazzo molto compassato e compreso nel suo ruolo, fasciato in un improbabile gessato con tanto di cravatta regimental, che si presentò come “ Front man di help desk e call center ” . Immaginatevelo  pronunciato velocemente, come se fosse una parola sola, fa proprio l’effetto della famosa supercazzola ; chi ama Monicelli capirà il riferimento cinematografico. Allora ero molto giovane e ci tenevo molto alla mia formalissima dignità professionale, ovvero non ero sicura del mio ruolo. Mi vergognai quindi di chiedere , come farei tranquillamente oggi, e sorridendo, cosa sia un “ Front man di help desk e call center ”. Annuii, dunque, e cominciai a scrutare il curriculum. Con un paio di domande sulle mansioni, compresi che trattavasi semplicemente di... centralinista. Spietatamente archiviai.  Se fosse stato onesto nel linguaggio , ovvero si f...

La Presentazione di Successo: Questione di Tecnica o di Performance?

Devi tenere  una presentazione di successo , ipotizziamo per vendere un prodotto/servizio complesso, di cosa ti preoccupi? Se fai una ricerca su Google, la maggior parte dei tutorial ti fornirà un sacco di meravigliose indicazioni per creare delle slide capaci di affascinare un non vedente. Benissimo! Fatta allora? Magari fosse tutto lì! Uno studente uscito da qualsiasi scuola superiore con un minimo di dimestichezza con powerpoint potrebbe fare il tuo lavoro. Io direi che alla tecnica bisogna unire strategia (a monte) e performance (a valle) . STRATEGIA Chi è il tuo pubblico? A cosa è veramente interessato? Quali sono gli strumenti per raggiungerlo in modo più efficace? Se il target da colpire è il barista o il fashion blogger, suggerirei un linguaggio colloquiale e l’uso di molte immagini, a sostegno dei concetti da illustrare. Se il target è composto di manager finanziari si può - e si deve - abbondare con dati, statistiche raffinate, inserendo qualche grafico....

Perché l’Empatia è Importante nella mia e nella tua Professione

In ogni professione l’empatia è una risorsa fondamentale. “Empatia” infatti è la cap acità di porsi in maniera immediata nello stato d'animo o nella situazione di un'altra persona, senza alcun riguardo alla partecipazione emotiva , che può essere del tutto assente (in alcuni casi, anzi, deve esserlo). Mettersi nei panni dell’altro, virtualmente, è alla base della capacità di comprendere, è ciò che fa scattare la voglia di ascoltare e di dimostrare interesse. E un pubblico attento e interessato spesso è tutto ciò che cerchiamo , sia quando decidiamo un acquisto, sia quando soffriamo. Insomma, al venditore e al medico, al giornalista e al meccanico della nostra officina di fiducia,  la prima cosa che chiediamo, prima ancora della competenza tecnica, di prodotto o di servizio, è la capacità di ascoltarci con comprensione . La simpatia è un di più, spesso non richiesto né necessario, talvolta percepito addirittura come invadente o poco professionale. Un medico del pron...

Valutare un Investimento in Comunicazione: ROI, Costi Nascosti e Costi-Opportunità

Gli investimenti in comunicazione in tempi di crisi sono molto attentamente selezionati dalle imprese. Spesso tendono a essere considerati una spesa anziché un investimento – e una spesa superflua rispetto ad investimenti sul prodotto o sul commerciale. Gli aforismi in merito si sprecano, ma vorrei andare a fondo sugli errori “tecnici” di valutazione che spesso anche gli esperti commettono nelle valutazioni degli investimenti in comunicazione e pubblicità. Cominciamo? Via! Ecco i 4 errori di valutazione che più spesso ci fanno perdere preziose opportunità competitive mettendo da parte investimenti fondamentali in comunicazione e pubblicità, col rischio di desertificare la nostra immagine. 1) Non si può misurare il ROI di un investimento in pubblicità. ERRORE! Un buon medium o un buon prodotto di comunicazione e pubblicità fornisce dati precisi e spesso certificati o controllabili dello share, della diffusione e dell’efficacia delle proprie azioni, per cui si può sceglier...