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Il Problema delle Soluzioni Semplici per Problemi Complessi e l'Ufficio Complicazione Affari Semplici

Per una volta concedetemelo, faccio una riflessione ad alta voce.
Ci sono due questioni, opposte fra loro, che mi scompensano, debilitano, irritano in misura crescente: 
1) soluzioni troppo semplici per problemi complessi e, d’altro canto, 
2) soluzioni complicate e costose (o niente soluzioni) per problemi semplici. Si tratta del cosiddetto UCAS: Ufficio Complicazione Affari Semplici.
Questo secondo caso, oltretutto ha MOLTO a che fare con il marketing. Vedremo perché.



CASO 1: in politica, nel marketing, in economia e molto altro ancora... vanno molto di moda personaggi che promettono (senza mantenere, va da sé) soluzioni semplicissime per crisi mondiali, problemi plurisecolari, questioni di vitale importanza. E troppe persone sembrano acconsentire.

  • Hai perso l’impiego? Basta credere in sé stessi e pagare il super corso del mega guru per fondare la tua start-up! 
  • Arrivano i migranti? Rimandiamoli a casa!
  • C’è il referendum sulle “trivelle”? Andiamo al mare a fare il pic-nic.
Facile, no? Un gioco da ragazzi! Le conseguenze non importano, la fattibilità chissenefrega, l'opportunità, l'etica, la ragionevolezza, l'umanità, il raziocino, l'economia... Lasciamo stare.

Lo so che è umano, che fa parte dei nostri bisogni psicologici ridurre il complesso al semplice, che ne va della nostra sopravvivenza. Siamo primati usciti dalla foresta poche migliaia di anni fa, azione è reazione; solo la scrittura ci ha educato al pensiero logico e forse questa nuova era digitale, di immagini in movimento ci educa a... qualcos'altro?

Ma ogni tanto tacere e informarsi prima di esprimersi sarebbe una buona idea, no?
O chiedere consiglio a chi sia dotato di competenza (e umiltà) vere?
Peggio di questo però è il

CASO 2: L'UCAS - il terribile Ufficio Complicazione Affari Semplici.
E qui veniamo  a parlare di marketing e di mercati, nonché di soddisfare le esigenze del cliente etc. etc.
Sappiate che l'UCAS si nasconde dove meno te l'aspetti. Certo è facile trovarlo in Comune o alle Poste o all'INPS; non siamo banali, suvvia! Io l'ho trovato alla merceria, l'ultima volta; in pizzeria la penultima.


ECCO IL MIO PROBLEMA:

Ho acquistato un piumino “ecologico” nuovo, in saldo e dopo meno di tre settimane è stato danneggiato dai miei beneamati gatti in un paio di punti.

Mica lo butterò via? Sarà stato anche in saldo, ma l’ho pagato e mi piace. Vediamo che si può fare. Magari aggiungere un qualche piccolo dettaglio dorato, in tinta con le cerniere, per nascondere i due graffietti. Tanto vanno di moda le cose un po' stravaganti... Cerchiamo questa "toppa" in merceria.

Vado quindi nella Merceria 1. La giovane titolare – che sembra tenere anche corsi di sartoria dai volantini appesi un po’ ovunque – mi guarda con aria di riprovazione quando chiedo una toppa e mi fornisce una cosa orribile, molto anni ’80, termoadesiva. Protesto debolmente dicendo che non mi sembra il caso di stirare il poliestere…  Mi assicura che è impossibile da cucire. Me ne vado, avevo già provato a stirare una toppa termoadesiva sul poliestere, era durata mezza giornata. Ciao ciao!

Soluzione inadeguata e atteggiamento di superiorità (con cenno di disgusto)



Per cui entro nella Merceria 2. La signora, sedicente esperta e docente di corsi di Alta Sartoria, mi chiede di vedere la giacca e il danno perché non può e non vuole fare una valutazione a caso. (Accidenti servirà anche la DIA?)
Caspita, molto serio da parte sua, ma non può fidarsi di quello che le dico? 
Conosco i miei gusti e le dimensioni del danno, glie le spiego… 
Mi guarda un po’ disgustata (anche lei? ma sono proprio così pezzente a non voler gettare 130 euro di giacca - in saldo! - per due graffietti, dopo tre settimane?), un po’ con aria di rimprovero e mi impone di tornare con la giacca, mentre già sta salutando la nuova cliente.

Nessuna soluzione, atteggiamento di superiorità e maleducazione


Merceria 3
Vado nella sartoria “ultima spiaggia” (cinesi) già utilizzati per minori riparazioni. 
La gentile signora estrae vasto assortimento di toppe, passamanerie, ritagli, fiorin fiorelli. Ci accordiamo. Fa tutto lei. Per dopodomani, se mi va bene. Pochi euro. Scontrino.

Soluzione, imposte pagate, ringraziamento (con accento, ma sorriso in entrata e uscita).

Provocazione finale: non è che qualche volta perdiamo il senso della misura, in grande e in piccolo o che ci passa la voglia di occuparci bene delle nostre piccole cose, fuorviati da chissà quali idee?

E cosa ci significa il senso della misura oggi? Per gli antichi latini era la massima virtù civile (in medio stat virtus). A te cosa dice?

Cos'è il servizio? Verso il cliente, verso il prossimo, la repubblica ecc. Gli inglesi chiamano i funzionari pubblici "Public servant". Vorrà significare qualcosa?

Ho fatto due esempi semplici, tratti dal poco tempo libero delle mie ultime giornate, ma sarà capitato anche voi di trovare l’Ufficio Complicazione Affari Semplici Aperto e, dirimpetto, il palco con l’Ultimo Guru?

Con affetto e chiedendo venia

Chiara Tonon

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