Passa ai contenuti principali

La Gestione del Portafoglio Clienti

Il Portafoglio Clienti è il vero asset, il Bene Fondamentale, di qualsiasi azienda e, ancor più, di qualsiasi professionista .
Al Portafoglio Clienti si deve quindi una cura particolare a partire dall'analisi, per una gestione proficua.

Di solito tutti si focalizzano sul CRM, sulle statistiche in fatturato e quantità delle varie tipologie di mercati, canali nell'anno ecc. Qualche volta è  dato rilievo alla teoria del 20-80% (con buona pace del povero Gini, che forse non avrebbe pensato né a tanto successo né a tanta banalità per il suo coefficiente).

Io vorrei partire invece dal concetto di Life Time Value (valore del ciclo di vita) del Cliente e invitare tutti a un’analisi della durata delle relazioni con i clienti e della loro stabilità.



In un mondo sempre più competitivo sembra quasi ovvio dire che è meno costoso trattenere i clienti vecchi (buoni) piuttosto che cercare di rubarne di nuovi alla sempre più agguerrita concorrenza.
Non è automatico però né il calcolo né la volontà da parte delle aziende.
Innanzitutto, come si calcola il valore di un cliente nell'arco di tutta la durata della relazione con l’azienda?

La definizione esatta del Life Time Value di un cliente è “il valore attuale dei flussi di cassa futuri generati dal cliente durante la sua intera relazione con l’impresa”.
Si tratta quindi di una stima e serve principalmente per segmentare i clienti in varie classi di interesse per l’impresa.

Su queste classi di clienti l’impresa andrà a pianificare investimenti differenziati, in sconti, in comunicazione, in dilazioni di pagamento o qualsivoglia, perché non tutti i clienti sono uguali e ugualmente desiderabili nel tempo.

Ma se non li valuta, difficilmente sarà efficace nel prendersi cura di loro e rischierà di perderli.
 
Qual è il tasso di abbandono da parte dei vostri clienti?

Tante imprese acquisiscono ogni anno moltissimi clienti nuovi, ma non si accorgono di perderne ancora di più, finché magari non è troppo tardi.


L’invito è di osservare l’andamento di fatturati e clienti diacronicamente, ovvero nel tempo, anno su anno,  classificandoli per categorie di importanza, in modo da sapere costantemente quali sono quelli su cui investire. Il LTV del cliente può essere uno strumento utile.

Chiara Tonon

Commenti

Post popolari in questo blog

Accrescere il profitto d'impresa?

Tema forte e difficile da affrontare, d'importanza vitale per l'imprenditore. Si potrebbero scrivere enciclopedie sull'argomento... Eppure, in fin dei conti, un’impresa ha un numero limitato di possibilità per produrre profitto, e ancora di più per incrementarlo. Non intendo essere esaustiva nè pretendere che sia facile, però principalmente le opzioni sono 5. 1.       Vendere a un maggior numero di clienti 2.       Proporre con successo un bene/servizio percepito come innovativo per un target o mercato. 3.       Rendere più profittevoli i propri beni/servizi (aumentando i prezzi o tagliando le spese) 4.       Vendere di più   ai propri clienti ( up-selling ) 5.       Vendere prodotti o servizi diversi da quelli acquistati ai propri clienti ( cross-selling ) È un ragionamento molto semplice, ma accade che le PMI in alcuni casi sopravvalutino ...

Il Marketing B2B è diverso dal marketing B2C?

Leggo spesso opinioni contrastanti sul marketing B2B (fra imprese) e il marketing B2C (rivolto ai consumatori). C’è chi sostiene che sia una distinzione senza senso, perché si vendono sempre prodotti e/o servizi a persone (siano buyer o utenti finali), in fin dei conti la psicologia rimane quella dell'essere umano. C’è chi elenca differenze irriducibili, perché i buyer sono più razionali mentre il consumatore subisce il richiamo delle emozioni, perchè nel B2C è importante la marca ( e nel B2B, no?!); perché nel B2B ci sono procedure schematiche (ditelo alle PMI) ecc. Affronterei laquestione in modo più sfacettato. È ovvio che le imprese si rapportino tra loro per mezzo di persone (fossero anche avvocati, sempre un cuore e un cervello hanno - perdonate la battuta); non per questo i meccanismi di scelta per un macchinario da 150.000 euro, per un bancale di bottiglie di vino e per la cena di stasera sono gli stessi, anche qualora sia la stessa persona a provve...

Il Piano di Marketing: un Documento Utile o no?

Il processo di p ianificazione delle attività di marketing risponde a un triplice obiettivo ovvero: gestire la domanda in tutte le sue manifestazioni; gestire le risorse interne, sia economiche sia umane; gestire la rete di relazioni con tutti i portatori d’interessi che interloquiscono con l’impresa. Il piano di marketing può essere generale o dettagliato per linea di prodotto e avere caratteristiche diverse di complessità e lunghezza a seconda dell’azienda in cui viene redatto e adottato. La pianificazione di marketing costituisce il presupposto fondamentale e irrinunciabile per lo sviluppo un’impresa che miri a incontrare bisogni e desideri emergenti dal mercato. Gli elementi minimi di un piano di marketing sono quindi i seguenti: D efinizione dell’orientamento strategico : qual è la mission dell’impresa, la sua unique selling proposition; se l’impresa sia votata alla crescita o al mantenimento della quota di mercato, se intenda ...