Passa ai contenuti principali

Customer satisfaction: che fare?

Il senso del marketing oggi, non in via speculativa, ma in modo molto pratico e concreto, è stare al fianco del cliente: farsi partner anziché fornitori.

Ma cosa significa veramente?

Attenzione: è una questione che si affronta quotidianamente se si vuole conseguire la customer satisfaction, sola e unica chiave verso il successo.
Solo la customer satisfaction porta nel medio e lungo periodo alla crescita aziendale, ottenuta tramite la fidelizzazione dei clienti, l’ampliamento del portafoglio dei clienti stessi e un maggior valore aggiunto.
Torniamo al punto: farsi partner dei clienti.
Come si fa?

Progettando e costruendo valore con loro, offrendo soluzioni e innovazione, in una parola: collaborando.

La collaborazione è il modo di agire che va strutturato nelle aziende: dal pensiero, al progetto al fare, per un marketing non solo più etico ma molto più efficace.

Bisogna ragionare in ottica pull, non push.
È dagli anni Ottanta che le cose sono cambiate, non dal 2008.

Facciamo un esempio: se il mio cliente ha problemi di gestione delle scorte a magazzino, prima di rifornirlo di nuovo, dovrò aiutarlo a vendere quanto già in casa nei modi più opportuni.
Questi possono concretizzarsi in attività di co-marketing sui suoi clienti, su testate specializzate, sconti particolari co-sponsorizzati, eventi, dimostrazioni ecc.
Solo se mi faccio partner del sell-out, creerò le condizioni per il sell-in.

Un altro esempio: se un mio distributore importante ha un problema di carenza di immagine e posso aiutarlo a risolverlo creando una campagna di co-marketing che vada a vantaggio di entrambi.
Pubblicità per lui, ma anche per me e risultati di vendita per entrambi.

Se un mio importatore vuole partecipare a una fiera interessante esponendo anche i miei prodotti nel suo Paese e mi chiede un contributo per la partecipazione, sarà bene valutare a mente e cuore aperti le modalità migliori di partecipazione.
Anche perché altrimenti potrebbe arrivare un concorrente più disponibile l’anno prossimo al mio posto.

Spesso le azioni di marketing non hanno un ritorno direttamente e immediatamente quantificabile sull’investimento, specie se sono più d’una attuate in contemporanea.
Un investimento in immagine ha un ROI più difficile da calcolare rispetto a un investimento commerciale, perché coinvolge aspetti diversi e ha tempi e modi d’influenza meno netti o perché una misura sicura richiederebbe ulteriori spese che l’azienda non intende sobbarcarsi.

Questo non significa però che non servano a nulla e che bisogni limitarsi a investire solo su ciò che garantisce un ritorno qui e ora.
Rischia di essere una scelta molto molto miope e poco adeguata ai tempi che corrono.


Chiara Tonon

Commenti

Post popolari in questo blog

Il Piano di Marketing: un Documento Utile o no?

Il processo di p ianificazione delle attività di marketing risponde a un triplice obiettivo ovvero: gestire la domanda in tutte le sue manifestazioni; gestire le risorse interne, sia economiche sia umane; gestire la rete di relazioni con tutti i portatori d’interessi che interloquiscono con l’impresa. Il piano di marketing può essere generale o dettagliato per linea di prodotto e avere caratteristiche diverse di complessità e lunghezza a seconda dell’azienda in cui viene redatto e adottato. La pianificazione di marketing costituisce il presupposto fondamentale e irrinunciabile per lo sviluppo un’impresa che miri a incontrare bisogni e desideri emergenti dal mercato. Gli elementi minimi di un piano di marketing sono quindi i seguenti: D efinizione dell’orientamento strategico : qual è la mission dell’impresa, la sua unique selling proposition; se l’impresa sia votata alla crescita o al mantenimento della quota di mercato, se intenda ...

Accrescere il profitto d'impresa?

Tema forte e difficile da affrontare, d'importanza vitale per l'imprenditore. Si potrebbero scrivere enciclopedie sull'argomento... Eppure, in fin dei conti, un’impresa ha un numero limitato di possibilità per produrre profitto, e ancora di più per incrementarlo. Non intendo essere esaustiva nè pretendere che sia facile, però principalmente le opzioni sono 5. 1.       Vendere a un maggior numero di clienti 2.       Proporre con successo un bene/servizio percepito come innovativo per un target o mercato. 3.       Rendere più profittevoli i propri beni/servizi (aumentando i prezzi o tagliando le spese) 4.       Vendere di più   ai propri clienti ( up-selling ) 5.       Vendere prodotti o servizi diversi da quelli acquistati ai propri clienti ( cross-selling ) È un ragionamento molto semplice, ma accade che le PMI in alcuni casi sopravvalutino ...

Il Marketing B2B è diverso dal marketing B2C?

Leggo spesso opinioni contrastanti sul marketing B2B (fra imprese) e il marketing B2C (rivolto ai consumatori). C’è chi sostiene che sia una distinzione senza senso, perché si vendono sempre prodotti e/o servizi a persone (siano buyer o utenti finali), in fin dei conti la psicologia rimane quella dell'essere umano. C’è chi elenca differenze irriducibili, perché i buyer sono più razionali mentre il consumatore subisce il richiamo delle emozioni, perchè nel B2C è importante la marca ( e nel B2B, no?!); perché nel B2B ci sono procedure schematiche (ditelo alle PMI) ecc. Affronterei laquestione in modo più sfacettato. È ovvio che le imprese si rapportino tra loro per mezzo di persone (fossero anche avvocati, sempre un cuore e un cervello hanno - perdonate la battuta); non per questo i meccanismi di scelta per un macchinario da 150.000 euro, per un bancale di bottiglie di vino e per la cena di stasera sono gli stessi, anche qualora sia la stessa persona a provve...