Passa ai contenuti principali

Comunicazione e Vendite: ha senso distinguere Online da Offline?

Chi di voi NON ha uno smartphone? E chi NON ha mai fatto un acquisto o un pagamento online?

L’Italia è l’11esimo mercato nel mondo per gli smartphone, con oltre 15 milioni di pezzi stimati in vendita nell’anno in corso.
Un buon 67% di questi telefoni finirà nelle tasche di persone che in passato non hanno mai avuto una connessione Internet, contribuendo ad abbattere il gap digitale ed estendendo così la portata dei mercati online.

L’esperienza dell’internet mobile applicata al consumo rende superflua per molti aspetti la suddivisione tra online e offline, sia nella comunicazione sia nelle vendite, perchè internet e il web ormai sono sempre con noi proprio grazie ai telefonini.



Facciamo qualche esempio, molto semplice e diretto:
1)    Molte persone, anche se magari non lo confessano, provano scarpe e vestiti nei negozi “reali” per poi acquistarli scontati nei negozi “virtuali”.
Vince l'online sui prodotti di marca e standardizzati.


2)    Altri invece controllano i prezzi nel web e poi acquistano, al netto delle spese di spedizione, nel negozio specializzato sotto casa i prodotti in cui il valore aggiunto è dato dal consiglio dell’esperto o dal servizio post-vendita. Questo accade anche quando le spese di spedizione sono eccessive rispetto al valore dell'oggetto o il tipo di oggetto rende sconsigliabile fidarsi del corriere (cose costose e delicate come i lampadari di Murano, oggetti piccoli di grande valore come i gioielli, ecc.).
Vincono i negozi specializzati per i prodotti ad alto valore aggiunto, che necessitano di servizi post vendita o consulenza e/o molto fragili/di valore
.

3)    Il web permette di varcare i confini nazionali con poca spesa. Si può acquistare e vendere in tutto il mondo con poca spesa: basta un telefonino, qualche parola di inglese e una carta di credito.

Considerazioni utili per ha un’azienda o anche solo un negozio:

1)    Potrebbe essere utile riconsiderare il target aziendale in termini globali.
Se basta un sito ecommerce ad aprirci al mondo, pensiamoci.
... Soprattutto considerando cosa succede se non lo si fa (e la concorrenza sì).

2)    Il mondo web e il mondo fisico non sono più separati: gestiamo quindi in modo accurato e congruente la comunicazione, i listini, gli sconti ecc.
Alla clientela infatti bastano pochi clic per controllare cosa conviene, nel modo più trasparente e rapido.

3)    Oggi è possibile creare nodi trasversali tra offline e online.
Il cliente che viene in negozio, può riacquistare comodamente da casa (o, più raramente, viceversa).
Il punto vendita fisico diventerà sempre di più una showroom, un luogo dove esperire il vissuto della marca o dove chiedere consiglio e ricevere supporto, in cui creare fidelizzazione e rapporto.
L’acquisto sarà sempre di più un clic sul PC o sul cellulare: questione di un attimo!

Chiara Tonon

Commenti

Post popolari in questo blog

L’importanza del feedback nelle azioni di marketing

Che senso ha qualsiasi azione se non si ottiene riscontro degli effetti che ha avuto? Nessuno fa una dichiarazione d'amore senza attendere la risposta. Nessuno si mette alla guida senza tenere sotto controllo ciò che accade davanti (e tutt’intorno) all’auto, nonché sul cruscotto. Nessuno cucina la cena per la propria famiglia senza attendere con gioia l’effetto del primo boccone. Un sorriso o un naso arricciato possono essere sufficienti, un complimento è sempre gradito. Si può quindi pensare di implementare delle azioni commerciali o di marketing senza chiedere dei risultati qualitativi e quantitativi , senza essersi prefigurati degli obiettivi , senza aver immaginato degli strumenti (anche imperfetti) per misurare gli effetti delle azioni stesse? Eppure in molte aziende, anche di grandi dimensioni, non c’è attenzione a questo genere di aspetti, specie se il marketing è confuso con la comunicazione, sineddoche così frequente, che pare consentire di rimandare...

Il comunicato stampa che funziona - in 3 mosse

I giornalisti, specie di settore, sono quotidianamente annoiati e subissati da richieste di marchette. Diciamocelo… La maggior parte delle aziende non invia comunicati stampa , ma pubblicità a mala pena travestite. Poi insiste o tenta di persuadere con moine e regali e inviti o si arrabbia perché non vengono pubblicati, ma sono obiettivamente impubblicabili. Vediamo quindi cosa rende interessante , per il giornalista, per l’editore e, soprattutto, per il lettore un comunicato stampa . 1)    La notizia Siamo sicuri che quello che stiamo scrivendo sia una NOTIZIA? Un nuovo prodotto NON è di per sé una notizia. Lo diventa quando rivoluziona un modo di essere, di vivere, di fare qualcosa per qualcuno. Un nuovo stabilimento NON è una notizia, a meno che non abbia delle ricadute, positive o negative, su una comunità, su un’economia, sull’ambiente, su degli stakeholder di definita importanza. Qualsiasi cosa sembri avere rilevanza solo per l’azienda NON è una noti...

Chiudere la vendita: 4 tecniche per il successo

Quante volte ti è capitato di arrivare alla conclusione di una trattativa e non riuscire a portare a casa il risultato ? Il cliente tentenna, vuole pensarci, ha bisogno di altre informazioni, deve chiedere al socio, non firma oppure tu stesso non hai fatto l’ultima fatidica domanda. Un momento di stanchezza, timidezza, inesperienza, un'obiezione in contropiede… tante cose entrano in gioco nel “ blocco del venditore ”.   Ma c’è una buona notizia! Esistono delle pratiche di chiusura da provare ad applicare per superare l’ultimo scoglio. Vediamo insieme quindi le 4 principali tecniche per portare a termine una vendita con successo :   1) Chiudi con una domanda (o più domande) cui è impossibile rispondere di no . Se il cliente è indeciso, ma abbastanza prossimo all’OK definitivo, fai una o più domande sul prodotto cui sai già che risponderà di sì, riepilogando magari quello che vi siete detti. Alla fine concludi con “E allora lo acquistiamo questo prodotto?!” pres...