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Prendere o Lasciare? Ovvero: quando è meglio NON vendere

Ci sono occasioni nella vita di ogni venditore in cui ci si trova nell’imbarazzante posizione di dover perdere un’opportunità, abbandonare un ordine, lasciare strada alla concorrenza…
Ebbene no!
Per me significa semplicemente che ci si stava cacciando in un ginepraio, non si stava facendo il proprio lavoro, si stava cadendo nella trappola di voler strafare.
Non si tratta infatti di vere occasioni di perdute ma di false opportunità, che è meglio imparare a riconoscere ed evitare come la PESTE.

In questi casi è meglio prendere o lasciare? Senza dubbio, lasciare.
Vediamo quando e perché.



Caso 1
Il cliente ci sta chiedendo in realtà un prodotto/servizio che, personalizzazione dopo personalizzazione, non rientra più nelle nostre corde o specializzazioni.
A un centro punto il tutto diventa troppo costoso e complicato.
Il rischio è di dare un pessimo servizio a un prezzo fuori mercato. Meglio lasciar fare, onestamente, a qualcun altro, ribadendo le proprie aree di competenza: sono il più bravo a fare X, per Y chiedi a… Magari consigliando qualcuno con cui si ha un buon rapporto e che magari restituirà il favore.

Caso 2
Il cliente non è noto nè tipico, non lo conosciamo bene, ci sta chiedendo molto e non ci fornisce le necessarie rassicurazioni in termini di affidabilità.
Lasciamo fare alle banche o ai croupier e ai giocatori d'azzardo il loro mestiere, o qualcuno più disperato di noi, se non abbiamo le dovute garanzie.

Caso 3
Il cliente ha pessime abitudini: tira sul prezzo allo stremo, rimanda indietro le consegne per motivi futili al fine di ricattarci e ottenere ulteriori sconti, paga in ritardo e solo dopo telefonate e ingiunzioni dell’ufficio preposto o, peggio, dell’avvocato… Siamo proprio sicuri di aver bisogno di lui? Sommati tutti i costi accessori, questa vendita presenta ancora dei margini?

Ci sono altri casi di “meglio perderlo che trovarlo”?
Sicuramente sì! Aspetto con simpatia le vostre segnalazioni! Condividete! Grazie

Chiara Tonon 

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