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I tuoi Collaboratori non ti Soddisfano? Ecco le Soluzioni

Capita spesso di sentire Manager e Imprenditori che si lamentano di dipendenti svogliati, incapaci, traditori, cui è impossibile delegare la minima incombenza.
Se anche tu la pensi così, questo articolo, ti aiuterà a fare un passo avanti…
o magari di lato.
Infatti una domanda importante che ti sarai posto/a sarà stata sicuramente di chi sia la colpa, di questa situazione.
Di una società corrotta, che va sempre peggio? Di un sistema scolastico carente? Della famiglia che non sa più educare? Delle giovani generazioni che non portano rispetto?

Invece ciò che genera tipicamente errori e poca proattività, mancanza di entusiasmo, di responsabilità e di coinvolgimento in azienda di solito non sono carenze personali ma meccanismi aziendali del tipo:



- Mancanza di delega: tratta un uomo come un bambino e otterrai… un bambino. Se continui a mortificare il ruolo, le capacità e le opinioni dei tuoi collaboratori, prima smetteranno di dirti cosa pensano e poi direttamente di pensare per te. Se hai assunto una persona con delle competenze, lasciagliele mettere in pratica e stima il suo apporto. O hai sbagliato qualcosa quando l’hai scelto?
Ripensa al tuo ruolo e lascia agli altri il loro. Riconsidera l’organigramma e riorganizza compiti e mansioni chiarendo le responsabilità connesse.

- Mancanza di meritocrazia: se fare tanto o fare poco garantisce parità di trattamento (economico, personale, gratificazione e pacche sulle spalle incluse), perché un tuo collaboratore dovrebbe dare di più del minimo richiesto dal contratto? Perché è stipendiato?
Sì, ma anche il più ferreo senso del dovere alla lunga diventa elastico se non c’è premio né incentivo di alcun genere (né un grazie né un soldino, e spesso vale di più il “Grazie”). Se poi magari regnano ingiustizia e pettegolezzo o peggio ancora preferenze e inrtighi...
Pensa seriamente a come premiare chi genera più valore per la tua impresa e rivolgiti a chi sa studiare i migliori incentivi per mestiere.

- Mancanza di fiducia: se non ti fidi dei tuoi collaboratori neanche per zuccherare il caffè e inneschi tanti e tali meccanismi di controllo, non credi che si offenderanno e che se ne andranno appena qualcuno dimostrerà loro maggior rispetto e stima?
Non a tutti piace fare gli schiavi, anche se hanno un mutuo da pagare o famiglia da mantenere.
Metti alla prova le persone con maggior libertà e prenditi del tempo. Sarà una bella sorpresa!

- Atteggiamento ipergiudicante con condanna pubblica e privata degli errori: solo chi non fa non sbaglia. È questo quello che vuoi?
Persone che non sbagliano mai non stanno producendo.
Lascia che le persone provino, suggeriscano, innovino, sotto la tua supervisione distanziata.
Lascia un po' di libertà a fantasia e proposte. Possono nascere idee molto utili, nelle piccole come nelle grandi cose. E se un cliente ogni tanto non sarà perfettamente soddisfatto, o un materiale non sarà perfetto, si farà meglio la prossima volta.

- Paura che genera burocrazia: se i tuoi collaboratori ti temono o temono di perdere il posto di lavoro, non si sentiranno mai liberi di operare per il meglio e tenderanno a ragionare e lavorare in modo iperburocratico.
Mille domande, mille problemi, richieste di istruzioni super-dettagliate per i compiti più semplici. Non sono stupidi, solo non vogliono lasciare il minimo spazio ad alcuna contestazione.
Stupido è il meccanismo di difesa che viene innescato dal ricatto “se non fai bene ti licenzio”, che è implicito ad esempio in tutti i periodi di prova troppo prolungati, nei contratti a termine, nel lavoro interinale ecc.
La serenità è una condizione minima per un lavoro ben fatto.

Io mi permetterei di suggerire quindi di guardare più vicino, ovvero a chi ha selezionato, formato e sta gestendo queste risorse in azienda, per risolvere il problema delle risorse umane soddisfacenti.

Con la giusta motivazione, qualche incentivo, un po’ di formazione per i necessari aggiornamenti e del coaching per performare meglio, qualsiasi persona normodotata (e anche qualcuna di quelle problematiche) può raggiungere risultati sorprendenti nella propria occupazione.

Chiara Tonon

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